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Per noi di Fattoria Corte Roeli è importante coniugare la qualità della frutta alla sicurezza per la nostra salute, per questo tutte le piante sono coltivate seguendo unicamente i principi di lotta integrata, che prevedono fra l’altro l’introduzione di insetti “utili”, anziché l’uso di antiparassitari, per combattere gli insetti dannosi. Solo in circostanziati casi è previsto il ricorso a composti chimici, ma comunque sempre di bassissimo impatto ambientale e che non lasciano residui sul frutto.
Trasparenza e sicurezza alimentare: La difesa integrata ai parassiti delle piante
La difesa, o lotta integrata, è un recente metodo di coltivazione, che fa uso delle tecniche
biotecnologiche più evolute per il controllo dei parassiti e, in certi casi, ricorre alla chimica, avendo però l’accortezza di fare uso di composti a bassissimo impatto ambientale in grado di decomporsi e di non lasciare tracce, entro pochi giorni dall’applicazione.
Le tecniche ed i metodi della lotta integrata in otto punti:
1. Per combattere i parassiti delle piante, viene favorita la riproduzione e l’espansione di insetti utili, antagonisti naturali degli insetti dannosi.
Questo principio cardine della difesa integrata nasce dal fatto che uno dei problemi della ormai superata difesa, esclusivamente chimica, era la comparsa di parassiti che si adattavano e diventavano quindi resistenti agli antiparassitari.
Questo fenomeno ben conosciuto da noi agricoltori e dalle case farmaceutiche, ci costringeva prima, ad aumentare le dosi dei trattamenti sulle piante e poi a sostituire completamente il prodotto chimico.
Favorire lo sviluppo degli insetti utili non provoca nessun fenomeno di resistenza (la perdita di efficacia di un prodotto chimico), è invece un controllo efficace sicuro e duraturo nel tempo.
2. In appositi centri specializzati vengono elaborati al calcolatore i dati ambientali come la temperatura, l’umidità, la piovosità e le ore di sole. Questi dati, una volta elaborati, producono dei modelli matematici in grado di simulare il ciclo di sviluppo dei parassiti e consentendoci quindi di prevedere una probabile proliferazione degli agenti nocivi. ( tabella di Mills, R.I.M. ). Uomo avvisato…
3. Per complicare la vita ai parassiti, viene usato un metodo chiamato confusione sessuale. Si dispongono nel frutteto ad opportuna distanza tra loro, dei diffusori che emettono l’odore della femmina di un certo parassita. I maschi di quella specie, continuamente stimolati dagli odori diffusi ovunque, entrano in “ confusione “ non trovando più la femmina autentica e non riuscendo quindi a riprodursi.
4. Servono esami continui per avere sempre sotto controllo il livello di sviluppo delle varie popolazioni di parassiti. Questi controlli sono fondamentali e vengono effettuati con dei precisi metodi scientifici e con apparecchiature molto sofisticate (trappole a feromoni, captaspore).
5. Un altro metodo di lotta integrata è quello di favorire il ritorno degli uccelli insettivori che avevano abbandonato i nostri frutteti, sistemando sui meli degli appositi nidi artificiali.
6. Per allontanare gli uccelli dannosi come la ghiandaia ( gazza ), la cornacchia e lo storno, si fa uso di sistemi visivi ed acustici che, come l’antico, ma sempre attuale spaventapasseri, allontanano i volatili. I danni causati da queste specie consistono in grossi colpi di becco, molto profondi, anche fino a metà mela.
7. L’uso di tecniche colturali appropriate, come il controllo dell’equilibrio fisiologico sulla pianta, sono importanti per avere una pianta non troppo rigogliosa e, nel contempo, non troppo debole agli attacchi dei parassiti. In altre parole, mantenere una pianta sana e rigogliosa oppone una maggiore resistenza alle malattie.
8. Occorre però anche tollerare un minimo di danno, che però non deve oltrepassare una soglia prestabilita, chiamata “soglia di tolleranza”. Al superamento della soglia di tolleranza, per non compromettere il raccolto, occorre intervenire con dei composti estremamente selettivi, in grado di colpire quel parassita ma di lasciare invariato l’equilibrio biodinamico presente sulla pianta. Il composto deve avere inoltre la proprietà di decomporsi rapidamente e di non lasciare nessun
residuo.
L’applicazione del composto si effettua nel momento in cui il parassita è nella fase più vulnerabile del suo ciclo vitale, in modo da ottenere la massima efficacia del trattamento con il minor impatto ambientale possibile.
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